Archivio mensile:Mag 2010

Un Racconto di due paesi – Nigeria (parte seconda)

La corsa alle materie prime dell’Africa ha riportato in parte quel continente al centro dell’attenzione politica e mediatica, ma nelle analisi più diffuse sembra si tratti soprattutto (o solamente) di una questione di petrolio e di arrembanti compagnie cinesi.

 

l’importanza del gas

Eppure è nel gas che l’Africa, e uno dei suoi più importanti paesi esportatori di energia fossile – la Nigeria, hanno probabilmente il più importante atout strategico. Già al presente la Nigeria è un grande esportatore, grazie all’imponente complesso GNL (gas naturale liquefatto) di Bonny Island  – con il recupero del sito estrattivo di Soku, bloccato dal 2008 per gli attacchi della guerriglia, la produzione nigeriana di gas liquido raggiunge il 10% del totale mondiale, 20-23 miliardi m3, e fa del paese il terzo esportatore africano, dopo Algeria ed Egitto (ma il primo per riserve disponibili).

La superiore valenza strategica del gas deriva dal suo profilarsi sempre più chiaramente come la fonte energetica del futuro. Quel futuro che è già in corso d’opera, la lunga transizione dall’era del petrolio a quella delle rinnovabili: soprattutto le mature economie industriali dell’Occidente si stanno rapidamente convertendo al gas naturale, dal riscaldamento alla generazione elettrica e alla cogenerazione diffusa, fino – in prospettiva – alla mobilità (anche via elettrificazione del parco-macchine). Si tratta di cogliere i vantaggi derivanti da una fonte relativamente poco inquinante (rispetto a petrolio & carbone, fratelli maggiori della famiglia fossile), meno suscettibile di produrre gas – serra, a più alto rendimento, e le cui risorse disponibili stanno attraversando una drammatica espansione, soprattutto in nord America e Pacifico, grazie allo shale gas (gas degli strati scistosi) e in generale ai giacimenti non convenzionali resi accessibili dalle nuove tecnologie.

Considerato che gli Usa hanno già individuato, e in piccola parte inziato a sfruttare, immense risorse di shale gas sul territorio nazionale, l’interesse (concorrenziale al fabbisogno asiatico) per il gas africano è essenzialmente europeo.

 

Il dilemma dell’energia: export o consumo?

Per sviluppare la capacità di esportazione si è concepito da alcuni anni il progetto di un grande gasdotto trans-sahariano (TSGP), dalle coste del Golfo di Guinea a quelle mediterranee dell’Algeria. In alternativa è pure in gestazione un massiccio ampliamento (di circa 35 mld m3, comparabile alla portata del gasdotto) nella capacità dello stabilimento di liquefazione. Continua a leggere

Molto Rumore (ma non per nulla) – prima parte

Forse per il Regno Unito si prepara qualcosa di più che una semplice messa a punto nel tradizionale meccanismo dell’alternanza, in questo 2010. Tre sono le coordinate fondamentali che definiscono il paradigma britannico da almeno trent’anni: in politica estera un solido euroscetticismo, declinato e confermato in una pervicace diffidenza (se non aperta ostilità) verso la Russia, il libero mercato come opzione e strategia, soprattutto nei servizi infrastrutturali, nelle grandi reti (energia, trasporti, telecomunicazioni). Tutti e tre sono fortemente messi in causa dagli scenari di crisi energetica che si profilano per il prossimo futuro in Inghilterra. Continua a leggere