Archivio mensile:ottobre 2012

“Langley, abbiamo un problema” – guerra di ideologie e ideologia di guerra nell’ombra della campagna presidenziale

Hillary ha disinnescato la bomba, poche ore prima dello showdown (il confronto Obama-Romney di Long Island): la responsabilità è mia. Sono insistenti i rumors a Washington, secondo cui il segretario di Stato intenderebbe comunque lasciare al termine del mandato, tra pochi mesi – e dunque, come interpretare un passo così forte e così preciso, provvidenziale nella tempistica.. Avevamo letto la trascinante prova oratoria di Bill Clinton a sostegno del presidente (convention di Charlotte) come parte del Grand Bargain all’origine dell’avventura obamiana (“a te il nostro pieno appoggio, a Hillary il Dipartimento di Stato come trampolino per la nomination democratica al termine del tuo mandato presidenziale”). Un accordo che sconta appunto la conferma del presidente. In questa prospettiva assumersi la responsabilità di un errore, e il suo costo politico, aveva chiaramente il senso di un investimento – se così non è, la chiave di lettura è diversa e forse una più drammatica, e cupa. Continua a leggere

chi ucciderà Liberty Valance

 

Forse è una questione di estetica. Appartiene all’estetica popolare americana che ci sia un giovane avvocato idealista venuto dall’est, con le idee giuste per raddrizzare (salvare) questo fottuto paese (il Gran Paese), e che qualche figlio di puttana senza scrupoli ma con forti appoggi si metta sulla sua strada, per farlo fuori e impedire il cambiamento. E che ci voglia un altro son of a bitch, un outlaw hero, per rimettere le cose nel loro giusto corso, e si compia il Destino Manifesto.

 

 

 

Al momento la stella del presidente è nella polvere, il confronto di Denver è stato (non)gestito in maniera disastrosa e ha generato la più drammatica inversione di tendenza che si ricordi nella storia televisiva delle presidenziali (il primo scontro diretto fu nel 1960). Continua a leggere