Archivi categoria: risorse e sviluppo

Africa 2011 – le città la guerra l’energia

Qualcosa di potente si sta muovendo sotto la pelle dell’Africa. Mentre la scena, dall’Egitto alla Nigeria, dalla Costa d’Avorio al Sudan, è attraversata da nuovi tumulti per il pane e da tensioni di guerra civile, da spaventosi attentati terroristici, si possono osservare movimenti più profondi e possenti, destinati a cambiare volto al continente dimenticato, integrandolo finalmente nelle grandi correnti dell’economia globale.

In questa soglia di decennio vediamo chiaramente due tendenze nuove, sull’energia (che da semplice riserva dell’Occidente si fa expertise e industria capace di produrre valore aggiunto, competere con le multinazionali, e alimentare il decollo economico e sociale del continente) e sulla demografia, con la potente spinta all’urbanizzazione – e una vecchia malattia, la guerra endemica. Continua a leggere

Un Racconto di due Paesi – Nigeria

Un racconto di due Paesi – Nigeria (il Petrolio)

La vicenda nigeriana in questo senso è particolamente tormentata, un fallimento perfetto: si apre nel 2005 con il secondo round di aste petrolifere indetto dal presidente Obamasanjo (il primo, nel 2000, era andato completamente deserto dalle compagnìe asiatiche), e licenze assegnate ai Coreani, e si chiude nell’ottobre 2008 con la richiesta da parte dell’Ad Hoc Committee – la commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione dell’azienda petrolifera di stato (NNPC) voluta dal nuovo presidente – di revocare le licenze assegnate alle compagnie asiatiche. Nel mezzo c’è il vuoto, anche le licenze della tornata 2007 si sono risolte in nulla di fatto, revocati o comunque mai avviati i progetti infrastrutturali nel trasporto ferroviario, la rete elettrica, la raffinazione. Continua a leggere

Africa, il Rinascimento Fossile

L’Africa subsahariana, il continente dimenticato della globalizzazione, torna al centro del Great Game energetico. Le attenzioni di compagnìe asiatiche (cinesi, coreane, giapponesi, indiane), brasiliane, russe, occidentali sono per le sue risorse, in gran parte ancora da esplorare, di energia fossile (petrolio e gas naturale). Questa sarebbe apparentemente la solita vecchia storia di sfruttamento, o di vero e proprio saccheggio coloniale, di scambio ineguale. E’ in realtà un intrico ben più complesso, che trama le possibilità di uno sviluppo industriale e umano sostenibile, autonomo, e i semi di altre apocalissi, per il continente nero.

E’ anzitutto una costellazione di fattori e sviluppi nell’upstream degli idrocarburi che si profila come particolarmente favorevole alla posizione dei paesi produttori dell’Africa.  La sete di petrolio e gas brucia forte nelle gole dell’economia globale, non si tratta solo della conclamata voracità dei giganti asiatici, è anche il drammatico profilarsi di vari peak oil nazionali, da quello britannico a quello messicano, passando per il lungo addìo del petrolio statunitense, a spronare le grandi compagnìe internazionali e i campioni nazionali in questa corsa verso l’Africa. In particolare prezzi più alti significano per le compagnìe la possibilità/opportunità di finanziare nuovi progetti di prospezione in territori rimasti finora inesplorati, o in ambienti più di frontiera (e dunque più costosi, come l’offshore). Continua a leggere