Archivi tag: conflitti armati

Iran – Crimini e Misfatti

Apparentemente i Sauditi si stanno svenando per sostenere l’offerta di petrolio, e abbattere il prezzo. L’esito appare nullo, o controproducente, eppure il prezzo del petrolio deciderà molto probabilmente della guerra o della pace nel Golfo Persico, da qui ai prossimi mesi – tra giugno e novembre.

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L’antidottrina Obama

I would prefer not to

Gli Usa dal paradigma Achab
alla dottrina Bartleby

Non c’è una dottrina Obama. E non ci sarà (presumibilmente). La grande
stampa anglosassone  parla di Reticent America (Financial Times), e
almeno dal discorso di accettazione del Nobel si aspettava uno statement più
netto sulle linee portanti di politica estera. Non si tratta neanche del
wilsoniano “parla piano, porta con te un grosso bastone”, quanto di un
rovesciamento, almeno parziale, delle logiche stesse della deterrenza, nel
nuovo contesto strategico. Una dottrina di politica estera e di sicurezza
nazionale è utile per esercitare un controllo implicito, non guerreggiato,
attraverso la dissuasione. Continua a leggere

Iraq, memorie del sottosuolo (parte seconda)

dove gli Sciiti esitano e i Curdi sperano

 

 

E dunque it’s the oil, stupid.

Eppure è stata una Beresina, se non una Waterloo, la presa americana delle risorse petrolifere della mesopotamia non c’è stata, non è riuscita. Si poteva anche ammettere il caos, il sangue nelle strade, il massacro continuo del regolamento di conti tra Sciiti e Sunniti, il fallimento totale della ricostruzione (ad oggi la continuità dell’erogazione di corrente nelle città è altamente problematica, per usare un understament), ma imponenti risorse militari sono sempre state destinate al controllo dell’infrastruttura petrolifera (giacimenti, oleodotti, terminal e porti). Continua a leggere

Iraq, memorie del sottosuolo (parte prima)

December 1st, 2010 Featured Trades: (IRAQI OIL), (SLB), (HAL), (BHI), (WFT)

Di cosa parliamo quando parliamo dell’Iraq?  Come sempre avviene per stati di incerta sovranità, teatri di conflitto aperto e sotterraneo, si tratta effettivamente più di rapporti di forza tra potenze, vicine e lontane. Di un Grande Gioco. Continua a leggere

l’enigma persiano, il dilemma cinese e il settimo sigillo (parte seconda)

Scalando i gradi della possibile risposta all’Iran si deve fare i conti con l’ipotesi di un attacco convenzionale. Sui possibili scenari strategici e politici di questa possibilità si sono versati e si versano fiumi di inchiostro.. qua ci basta dire che questa minaccia da parte americana appare una pistola scarica, gli Usa non possono letteralmente permettersi una nuova grande campagna militare: quando gliela finanzierebbe Pechino (di fatto il garante di prima e di ultima istanza del bilancio federale)? E d’altra parte è noto che l’infrastruttura nucleare persiana è articolata, diffusa sul territorio, mimetizzata e sepolta a grandi profondità fortificate, quando non integrata nel tessuto metropolitano di grandi città: un semplice attacco aereo anche prolungato, non fermerebbe il programma atomico. Potrebbe però rallentarlo per un po’, e il tempo guadagnato potrebbe rivelarsi decisivo (ricordare il bombardamento del sito iracheno di Osirak.. neanche quello di per sé risolutivo, eppure a posteriori di fatto lo fu). Ma bombardare decine di siti nucleari comporta incognite enormi Continua a leggere

l’enigma persiano, il dilemma cinese e il settimo sigillo (parte prima)

L’enigma persiano non può essere sciolto certo ricorrendo solo a una lettura energetica, o comunque economica, mi ricorda Gabriele nel suo commento al mio precedente post su Iran/Arabia Saudita. Questo pezzo sia dunque anche una replica (più articolata diquella già pubblicata) al suo stimolante intervento

Il blog è dedicato alla geopolitica dell’energia, ma questo definisce più il focus di interesse che la lente e le sue curvature: so bene che la geopolitica non può limitarsi a un approccio economico, o strategico-militare.

L’economia è un buon paradigma, e del resto Continua a leggere

qualche ipotesi sull’Iran (e sull’Arabia Saudita, e su Israele)

 

i post su Iran/Arabia Saudita hanno avuto una certa attenzione, come era anche immaginabile per un tema molto caldo, sotto i riflettori da diversi anni e che manda bagliori di guerra, se non di apocalisse nucleare. Tento di dare qualche risposta ai lettori, in particolare alle questioni poste da Giuseppe Ragonese.  Anche qua, come potete vedere, cherchez l’energie…

 

Precisiamo: l’Iran è una superpotenza energetica (in petrolio e gas), non un paese che ha bisogno di aiuti internazionali. E naturalmente questo vale a maggior ragione per i sauditi. Di per sè Teheran dispone, o potrebbe disporre, di risorse e strumenti per condizionare gli assetti mondiali, e del resto già la sua scelta di isolamento ha un impatto potente sugli equilibri geopolitici (l’adesione alle sanzioni di potenze come Cina e Russia, che hanno importanti interessi in Persia, non sarà nè gratuita nè scontata nel tempo). Considerato che nei piani di Obama non era contemplato un semplice appeasement Continua a leggere